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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Segonzano
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mwhaSegonzano (mwhqIPA: /seɡonˈʦano/cite-ref-4[4], mwiwSegonzàn in mwjadialetto trentinocite-ref-5[5]) è un mwkqcomune italiano mwkgsparso di mwkw1 413 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwmaprovincia di Trento. La sede municipale si trova nella frazione di Scancio.

Fa parte della mwmgComunita valle di Cembra.

Contents

Storia
Simboli
Note

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Storia

Storia antica

Ritrovamenti archeologici suffragano l'idea che Segonzano, e la mwnwVal di Cembra più in generale, fossero abitati sin dal mwoaneolitico; mwoqcastellieri dell'mwogetà del bronzo sono stati rinvenuti sul Dos Venticcia di Segonzano e sull'Oselera di mwowSevignanocite-ref-6[6].

Verso l'anno mwqq15 a.C. i mwqgromani, guidati da mwqwDruso, conquistarono le valli dell'mwraAvisio sottomettendone gli abitanti mwrqretici; il nome del comune di Segonzano risale probabilmente a questo periodo, da un mwrgprediale romano, mwrwPraedium Secundianum, che indicava che il territorio apparteneva ad un uomo di nome mwsaSecundus o Secundius o a una mwsqmwsggens Secundiacite-ref-7[7]cite-ref-diz65-8-0[8]; secondo alcuni storici, l'insediamento potrebbe essere stato fondato da mwuwgalli romanizzati qui trapiantati, originari della mwvaGironda, dove esistono svariati luoghi chiamati "Segonzac"cite-ref-9[9].

Le invasioni barbariche, tra il mwwgIII e il mwwwV secolo, scacciarono le forze romane dalla zona, dopodiché prese avvio la mwxacristianizzazione della vallecite-ref-10[10].

Medioevo

Al 1216 è datato un documento, inserito nel mwzamwzqCodex Vangianus, con il quale tale Rodolfo Scancio, proveniente da una famiglia di mwzgministeriali in servizio come mwzwcoppieri del vescovo, viene investito del mwaafeudo di Segonzano, prima appartenente al mwaqprincipe vescovo di Trento, autorizzandolo a costruire un mwagcastellocite-ref-antonelli105-11-0[11]. Nel 1288, il feudo passò di mano dagli Scancio ai Rottenburgo, una famiglia originaria della mwbwBaviera, grazie alle macchinazioni di mwcaMainardo II del Tirolo; il feudo venne governato da un ramo dei Rottenburgo capeggiato dal tal Jacopus o Giacomo, figlio di Sigfrido, che si appropriò anche del titolo di coppiere del vescovocite-ref-antonelli109-12-0[12]; nel 1375 Corrado, figlio di Giacomo, cedette il feudo al cugino Federico di Greifenstein, signore di mwdqPergine; nel 1386, alla morte di questi nella mwdgbattaglia di Sempach, il feudo passò a un altro ramo dei Rottenburgo, quello dei signori di mwdwCaldaro, che ne mantennero il controllo fino al 1424cite-ref-13[13].

Nel 1408 infatti, Enrico di Rottenburgo diede il via, con altri feudatari, ad una ribellione contro il mwfgconte del Tirolo mwfwFederico IV. Sedata la ribellione, Enrico venne privato dei suoi feudi e morì a Caldaro nel 1412, senza lasciare eredi; nel 1418, mwgaSigismondo ordinò il passaggio del feudo di Segonzano al vescovo, e due anni dopo al conte Giovanni di Lupfen, entrambi ordini che Federico ignorò; il vescovo di Trento mwgqAlessandro di Masovia, volendo almeno salvare le apparenze, intestò ufficialmente il feudo a Federico nel 1424, privando però al contempo i signori di Segonzano della carica di coppieri, che venne conferita ai mwggThuncite-ref-antonelli117-14-0[14]. Dal 1424 al 1500, quindi, Segonzano rimase di proprietà dei conti del Tirolo, che affidarono la guida del feudo a vari capitanicite-ref-antonelli117-14-1[14].

Storia moderna

Nel 1500 fu nominato capitano, da mwjqMassimiliano I d'Asburgo, Paolo di Liechtenstein, proprietario di molti altri feudi in mwjgTrentino e in mwjwAlto Adige; suo figlio Cristoforo Filippo vendette il feudo a Giovanni Battista a Prato nel 1535, investitura ufficializzata dal vescovo mwkaBernardo Clesiocite-ref-antonelli136-15-0[15]. Gli mwlqa Prato, famiglia originaria di mwlgBarzio in mwlwValsassinacite-ref-antonelli136-15-1[15], vennero insigniti del titolo di mwnabaroni nel 1636cite-ref-16[16], e detennero il controllo su Segonzano fino al 1869, quando la proprietà passò dai nobili ai comuni o ai singoli privati aventi dirittocite-ref-antonelli136-15-2[15].

Nel 1796 il comune si trovò coinvolto nella mwpgcampagna d'Italia delle mwpwguerre napoleoniche: il 2 novembre le forze francesi stanziate a mwqaLavis, guidate dal generale mwqqde Vaubois, si mossero contro le truppe austriache guidate da mwqgPaul Davidovich; una delle colonne francesi, guidata dal general Gaspard, si fece strada verso Segonzano, conquistando dapprima il castello, ma venendo poi respinta dalle forze austriache negli abitati di mwqwParlo e mwraPiazzo nella mwrqbattaglia di Segonzano; il castello, gravemente danneggiato, non venne riparato e andò successivamente in rovinacite-ref-17[17].

Simboli

Lo stemma è stato concesso con regio decreto del 3 agosto 1930.cite-ref-18[18]

«Partito di rosso e d'azzurro, al

segone

al naturale.

»

Il colore rosso ed il segone da boscaiolo si rifanno al simbolo nobiliare che fu degli Scancio, signori di Segonzano; il colore azzurro richiama l'antico comune di Sevignano che nel 1928 fu unito a quello di Segonzano.cite-ref-20[20]

Gonfalone

Il gonfalone è stato approvato con D.G.P. del 6 dicembre 1985, n. 11605.cite-ref-21[21]

«Drappo rettangolare partito di rosso e d'azzurro del rapporto di 5/8, unito all'asta mediante un bilico sostenuto da cordone a nappe, il tutto d'oro, terminante al battente in coda di rondine, bordato e frangiato d'oro, caricato al centro dello stemma comunale completo dei suoi ornamenti e sovrastante la scritta in oro, concavamente disposta, "Comune di Segonzano".»

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

• mw0qChiesa dell'Immacolata a mw0gPiazzo, edificata nel 1524 su una preesistente cappella del XII secolo.
• mw1aSantuario della Madonna dell'Aiuto, costruito nel 1820 su una cappella seicentesca.
• Chiesa di Maria Santissima Regina del Santo Rosario a Prà.
• Chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Quaras.
• mw3aChiesa di San Nicolò a mw3qSevignano, consacrata sul finire del 1500.
• mw3wChiesa della Santissima Trinità a Stedro, risalente alla prima metà del 1700.

Architetture civili

Nel comune si trova il mw4gcastello di Segonzano, costruito nel 1216 da Rodolfo Scancio; esso cadde in rovina dopo che venne danneggiato nel 1796 durante la mw4wbattaglia di Cembra; è stato ristrutturato e messo in sicurezza nel 2006 e nel giugno del 2007 è stato inaugurato con una rievocazione storica della battaglia.

Nel 1495 mw5gAlbrecht Dürer, in viaggio per mw5wVenezia, passò per la Val di Cembra a causa dello straripamento dell'mw6aAdige. In Valle il pittore dipinse alcuni quadri tra cui due raffiguranti il mw6qcastello di Segonzano, un mulino e una veduta della valle dalla mw6gchiesa di San Rocco di mw6wCembra.

Presso la frazione di Prà sorge il ponte di Cantilaga, antica via di congiunzione fra le due sponde dell'Avisio, citato per la prima volta in un documento del 1472; il nome "Cantilaga" viene probabilmente da un termine mw7qladino col significato di "passaggio sull'acqua", anche se l'mw7getimologia popolare lo fa derivare dall'espressione "lasciare i canti", per non disturbare i signori del castello che sorgeva poco distantecite-ref-notiziario-22-0[22]cite-ref-23[23].

Aree naturali

Le mw-gpiramidi di terra (in dialetto locale mw-wOmèni de Segonzan) sono grandi piramidi di terra e ciottoli, formate dall'mwaqaerosione della pioggia, generalmente sormontate da un masso di mwaqeporfido che funge da "cappello".

Leggende

• mwaquEl picena: la leggenda tratta la storia di un uomo di bassa statura, di professione mwaqysarto, che lavorava presso i baroni del castello di Segonzano. Quest'uomo, che veniva chiamato "El Picena" per la sua statura, era molto caro alla baronessa ma quando questa scoprì che era ateo tentò di convincerlo a convertirsi. Lui rifiutò, e all'insistere della donna l'ometto scappò via inseguito dalle guardie; per fuggire si arrampicò su un mwaqcfico cresciuto su uno strapiombo. Il ramo su cui era salito però si spezzò facendolo cadere sulle rocce sottostanti. L'ometto, morente, strisciò fino ad una piccola grotta lì vicino dove esalò il suo ultimo respiro. Il suo fantasma senza pace però vaga tuttora nella speranza di trovare un prete che lo converta e permetta al suo spirito di riposare. Sebbene l'albero non ci sia, la cavità a cui la leggenda fa riferimento, conosciuta come mwaqgBus del Picena ("Buco del Picena"), è presente e raggiungibile e tuttora la popolazione di Piazzo evita di arrampicarsi sui fichi.
• mwaqoI Cavezai: si tratta di una serie di leggende riguardanti degli uomini dai piedi di mulocite-ref-24[24] (o caprini), che nella maggior parte dei casi si facevano invitare con l'inganno nelle case della gente con cattive intenzioni. Generalmente i popolani, una volta accortisi della loro identità, riuscivano a salvarsi mandandoli fuori di casa con qualche trucco (il più celebre è quello escogitato da una donna che li mandò a prendere l'acqua per la polenta con un secchio bucato) per poi richiudersi la porta alle spalle e appenderci una croce, che impediva loro di avvicinarsi. Queste storie sono nate probabilmente per spiegare le croci presenti ancor oggi (anche se in rapida diminuzione) sulle porte delle case di Stedro.
• mwaraEl Capelòn del Doss: secondo questa leggenda, un bruto o un mostro con un grande cappello che viveva nei boschi, angariava la popolazione locale gettando le pecore nei burroni e adescando le persone nel suo covo per mangiarsele; gli abitanti di Segonzano, con grande sacrificio, prepararono un grande tesoro, sette bocce d'oro, da offrire a un dio venerato sul Doss Venticcia perché li liberasse da quel male. Durante una notte di tempesta, però, il mostro rubò le sette bocce. Non molto tempo dopo, il bruto venne sorpreso ad attaccare un gregge e catturato: liberato un braccio, prese il grande cappello e lo lanciò verso il Doss Venticcia, per poi sparire nel nulla. Corsi sul Doss, i pastori trovarono che un grande masso a forma di cappello, mai visto prima, stava nel bosco; del mostro non si ebbe più notizia, ma tutti pensarono che sotto al masso si celassero le bocce d'oro. Un tale di Teaio, la notte di Natale, andò quindi a scavare sotto al "Capelòn" e, quando la punta del piccone urtò qualcosa di metallico, non si trattenne dall'urlare "le gh'è!" ("ci sono!"). Ma poiché quando si trova un tesoro bisogna fare silenzio, le bocce sprofondarono nel terreno, e questi se ne tornò a casa scornatocite-ref-25[25].

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-26[26]

Geografia antropica

Frazioni

Segonzano è composto da varie frazioni, nessuna delle quali chiamata "Segonzano" (si tratta quindi di un mwar8comune sparso). Le frazioni di Scancio, Sabion, mwasaStedro, Saletto, Luch e Casal sono mwaseconurbate tra di loro, e costituiscono di fatto un unico agglomerato.

Le frazioni sono:

Casal

Frazione di recente formazione, situata a 770 m s.l.m.

Gaggio

Situata a 850 m di altitudine, 200 metri sopra alla vicina Gresta, sorge su quanto resta di un mwasodeposito alluvionale del mwassquaternario; edificata lungo il corso del rio Gaggio, gode di un clima soleggiatocite-ref-notiziario-22-1[22]cite-ref-gaggio-27-0[27]. Il suo nome è di origine longobarda, da mwatqGahagi, che indicava una siepe e poi un bosco recintato, anche se è ignoto a quale luogo facesse riferimento in origine il terminecite-ref-diz65-8-1[8]cite-ref-gaggio-27-1[27]. Nel 1800 fu edificata in paese la mwat0chiesa di Sant'Antonio da Padova, ristrutturata nel 1911cite-ref-gaggio-27-2[27]cite-ref-segni33-28-0[28]; l'altare barocco seicentesco proviene dalla mwauychiesa parrocchiale: lo spazio dell'mwaucancona è vuoto, lasciando intravedere il muro retrostante, su cui, nel 1924, è stata affrescata l'immagine di sant'Antoniocite-ref-segni33-28-1[28].

mwau4Gresta

Piccola frazione posta in una conca a 650 m s.l.m.cite-ref-diz65-8-2[8]cite-ref-gresta-29-0[29]; è divisa in due nuclei, le cui case sono sorte intorno al 1600cite-ref-gresta-29-1[29]. In paese si trova la mwavwchiesa della Madonna di Loreto, costruita nel 1666cite-ref-gresta-29-2[29]cite-ref-segni21-30-0[30].

Luch

Piccola frazione situata a 770–780 m di altitudine; il toponimo risale al mwawglatino mwawklucus, "bosco"cite-ref-diz65-8-3[8]

mwaxuParlo

Frazione costituita da poche case, costruite lungo il vecchio corso stradalecite-ref-notiziario-22-2[22]. Al centro si erge una piccola cappella dedicata a santa mwaxsMaria Maddalena, risalente alla fine del mwaxwXVII secolocite-ref-segni33-28-2[28].

mwaymPiazzo

Frazione situata a 520mwayu m sul livello del mare e affacciata sul mwayyrio Regnana. Al centro del paese si trova la mwaycchiesa dell'Immacolata, edificata nel 1500 sopra una preesistente cappella del 1130 circacite-ref-notiziario-22-3[22]; sono presenti anche il palazzo dei baroni mwaywa Prato e, fuori dal centro abitato, una cappella dedicata a sant'mway0Antonio di Padova e il mway4castello di Segonzanocite-ref-notiziario-22-4[22].

Prà

Piccola frazione situata a 490 m s.l.m., costruita su un terreno pianeggiante che costeggia il torrente Avisio, coltivato perlopiù a vignecite-ref-notiziario-22-5[22]; alcuni riconducono il nome semplicemente al termine dialettale mwaz8prà, "prato"cite-ref-diz65-8-4[8], mentre per altri deriva dal longobardo mwaaqbraida, "pianura", "luogo pianeggiante"cite-ref-31[31]. Il piccolo gruppo di case nasce pochi metri sopra al letto del torrente Avisio, molto importante una volta per bagnare i campi e per il trasporto del legname; al Prà esistevano due mulini, uno del Bepi e l'altro del Severinocite-ref-notiziario-22-6[22] dotato di sega, le cui pale hanno funzionato, proprio grazie all'acqua dell'Avisio, fino agli anni Cinquanta. In paese si trova una chiesetta dedicata a Maria santissima Regina del Rosario, edificata all'inizio del 1900 e benedetta il 15 settembre 1918cite-ref-notiziario-22-7[22]cite-ref-segni33-28-3[28].

Quaras

Piccola frazione isolata, situata a 954 m s.l.m., sul versante sud del dosso di Segonzano, a sudest delle mwabwPiramidicite-ref-cita-fl-ss-p167-dizionario-32-0[32]; deve il suo nome probabilmente all'antica regolamentazione delle comunità valligiane, in quanto riconducibile al latino mwacequadrus, che indicava dapprima "la quarta parte di un campo", e poi più generalmente un qualsiasi campo di forma quadrata e infine semplicemente una suddivisione amministrativacite-ref-33[33]. Appena al di fuori del centro abitato sorge una piccola chiesa dedicata al mwacySacro Cuore di Gesù, costruita fra il 1920 e il 1924cite-ref-segni33-28-4[28]cite-ref-cita-fl-ss-p167-dizionario-32-1[32].

Sabion

Una delle frazioni antiche di Segonzano, situata a 730–750 m s.l.m.; il nome indicava la presenza di depositi alluvionali di sabbiacite-ref-34[34].

Saletto

Situata a 650–670 m s.l.m., lungo la strada che da Scancio porta a Piazzo. Il toponimo, in dialetto mwadkSalèt, potrebbe derivare dal nome del mwadosalice col senso di "saliceto"cite-ref-diz65-8-5[8] oppure avere origini mwad8longobarda, dal termine mwaeasala, il luogo dove venivano raccolti i tributi dovuti dalla popolazionecite-ref-35[35]. Nel paese si trova una cappella dedicata a mwaeusan Rocco, costruita mwaeymwaecex voto per un'epidemia di mwaegcolera; la sua esistenza è attestata nel 1864; venne ripristinata nel 1898 e inaugurata due anni dopo, e ampliata ulteriormente nel 1925cite-ref-segni33-28-5[28]. Al suo interno, un grande crocifisso ligneo e due statue, raffiguranti san Rocco e la Madonna col bambinocite-ref-segni33-28-6[28].

Scancio

Fondata dopo il 1920 lungo la SP 71 Fersina - Avisio, a 650–710 m di altitudine; è sede comunalecite-ref-antonelli105-11-1[11]. Il nome del paese venne scelto dal barone Silvio a Prato in onore di Rodolfo Scancio, primo proprietario del feudo di Segonzano nel 1200; il cognome, in mwafglatino mwafkScancus, mwafoScanzus o mwafsCancus, deriva dal tedesco mwafwSchenck, ossia "mwaf0coppiere", il ruolo che egli svolgeva in servizio presso il mwaf4principe vescovo di Trentocite-ref-diz65-8-6[8]cite-ref-antonelli105-11-2[11]


Frazione situata lungo la strada che conduce verso il comune di mwahaLona-Lases, a 701 m s.l.m.cite-ref-36[36]; ha costituito fino al 1926 comune autonomo. Al centro si erge la mwahuchiesa di San Nicolò, consacrata a fine 1500cite-ref-37[37].

mwahwStedro

Ex sede comunale, sorge a 765 m s.l.m.; vi si trova la mwah4chiesa della Santissima Trinità.

Teaio

Piccolo paese situato a 665–700 m s.l.m., vi si trova una cappella dedicata all'mwaiiAssunta, dapprima edificata nel 1855 come piccolo capitello in ricordo delle vittime del colera e ampliata alle dimensioni attuali nel 1923cite-ref-segni33-28-7[28]. Il nome del villaggio, in dialetto mwaicTeai, deriva forse da quello del mwaigtigliocite-ref-diz65-8-7[8].

mwai8Valcava

Valcava è una delle frazioni più distanti del comune, costruita su una piccola conca pianeggiantecite-ref-diz65-8-8[8]cite-ref-notiziario-22-8[22]cite-ref-valcava-38-0[38] sul lato nord-est del dosso di Segonzano. È formata da una quarantina di case, centrate attorno al cimitero e alla mwakichiesa degli Angeli Custodi, costruita intorno al 1845cite-ref-notiziario-22-9[22]cite-ref-segni21-30-1[30]cite-ref-valcava-38-1[38].

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 9 maggio 2005 | 9 maggio 2015 | Giorgio Mattevi | Lista civica - Lista aperta per Segonzano | Sindaco | |
| 10 maggio 2015 | 4 maggio 2025 | Pierangelo Villaci | Lista civica - Frazioni unite | Sindaco | |
| 5 maggio 2025 | in carica | Grazia Benedetti | Lista civica - Frazioni unite | Sindaco | |

Gemellaggi

Segonzac, dal 1985cite-ref-39[39]

Variazioni

La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1928 aggregazione di territori del soppresso comune di mwalsSevignanocite-ref-40[40].

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwamgmwamkmwamoBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwamsdemo.istat.it, mwamwISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwanamwanemwaniClassificazione sismica (mwanmmwanqXLS), su mwanurischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwankmwanomwansTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwanwmwan0PDF), in mwan4citerefmwan8Leggemwaoa mwaoe26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwaoiAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwaom 151. mwaoqURL consultato il 25 aprile 2012 mwaou(archiviato dall'mwaoyurl originale il 1º gennaio 2017).
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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.segonzano.tn.it.